Debito Pubblico Italiano

giovedì 21 luglio 2011

Forfora: il flagello della giacca nera

Proviamo ad occuparci di un problema che colpisce gran parte della popolazione "capelluta".


(da Wikipedia)
La forfora è una patologia del cuoio capelluto, che si presenta macroscopicamente come scagliette bianche e secche alla base del capello.
Normalmente il ricambio delle cellule epiteliali del cuoio capelluto avviene regolarmente e l'eliminazione delle cellule morte come desquamazione dei tratti superiori dell'epidermide si verifica senza problemi, e una modestissima presenza di desquamazione è fisiologica.
Quando però la presenza di squame biancastre e secche è piuttosto elevata, si parla di forfora, che può essere sintomo della dermatite seborroica, che è quindi cronica. La forfora è un fenomeno molto diffuso che provoca imbarazzo e addirittura problemi di autostima in molte persone, tanto che la sua cura può essere importante anche solo per ragioni psicologiche.



Mi preme informarvi che le notizie contenute in questo "servizio" non hanno carattere medico o curativo: sono frutto dell'esperienza condotta su di me, attraverso mezzi e metodi naturali. Detto questo, andiamo avanti.




Sembra una delle maledizioni dell'Egitto:”...tu e la tua discendenza avrete la forfora sulla giacca per tutta la vita”.
Effettivamente vedere questi fiocchi di forfora che copiosamente ricoprono i nostri indumenti scuri e che vela tutte le nostre spalle nei momenti più importanti della nostra vita, non è proprio una cosa bella da vedere....e da sopportare.
Così mi sono deciso di affrontare il problema dedicando gran parte del mio tempo a domandare, cercare, riscontrare quelle che erano le “favolette” dei nostri nonni sui trattamenti naturali dei capelli.
Dopo un po' di indagini ho trovato un elemento in comune in tutte queste “favolette”: l'aceto bianco.
Così mi sono recato in un ipermercato ed ho acquistato un litro di aceto di vino bianco (quello più economico), ho preso (da un “pizzicagnolo” rinomato e costoso) un litro di aceto di vino bianco dal prezzo proibitivo e, aiutato da un mio amico contadino, ho trovato un litro di aceto di vino bianco fatto in casa. Se dovevo fare l'esperimento doveva essere completo fino in fondo.
Prima di iniziare il trattamento mi lavavo i capelli tre volte la settimana con sapone neutro (quello naturale tipo marsiglia), negli ultimi dieci anni non ho utilizzato balsami o olii per capelli e nemmeno gel. La mia pelle è normale, tendente al secco e alla desquamazione, nei periodi di stress. La mia alimentazione è essenzialmente basata su alimenti freschi e naturali e il mio peso corporeo e più o meno nella norma (non sono uno stecchino, ma di costituzione robusta). Faccio quasi regolarmente corsa di resistenza (denominata anche footing dagli anglofoni). Negli ultimi anni, se non lavavo i capelli con quella frequenza, normalmente, avevo una produzione di forfora eccessiva che mi portava ad usare solo abbigliamento chiarissimo, anche d'inverno.


Ho iniziato il trattamento con l'aceto economico dell'ipermercato. Dopo il lavaggio dei capelli, usando un contenitore in plastica da 150 ml., ho versato il contenuto sul cuoio capelluto continuando a massaggiare per un po'. Il primo effetto evidente è un bruciore diffuso su tutta la zona (Attenzione agli occhi: brucia!!! Anche se dopo sembra che ne abbiano un sollievo)
Con il contenuto della boccetta ho ripetuto il trattamento due volte, avendo cura di risciacquare dopo ogni trattamento.
Seguendo questo sistema ho ridotto il lavaggio dei capelli a due volte la settimana e, mentre dopo il primo trattamento sentivo un forte bruciore al cuoio capelluto, al secondo questo effetto si è attenuato di parecchio. Dopo tre settimane sono riuscito a ridurre i lavaggi ad uno solo la settimana senza notare alcuna forma di forfora sui miei abiti. Un effetto indesiderato che ho potuto notare (solo in un caso) è stato un forte odore di aceto (molto somigliante all'odore di piedi non lavati da parecchio tempo!!!) dopo aver “passeggiato” per mezz'ora sotto un'acquazzone primaverile. L'effetto non si è ripetuto forse perchè le volte successive ho avuto cura nello risciacquare in maniera più energica i capelli.
Un esame visivo della pelle non ha evidenziato alcun problema e i capelli sono sembrati dopo un mese rinforzati e rinvigoriti (anche se il grigio avanza sempre di più).

Lo stesso procedimento è stato usato con gli altri due tipi di aceto (quello carissimo e quello fatto in casa). Gli effetti e le situazioni sono sostanzialmente identiche. Bisogna solo ricordarsi di far agire l'aceto per un po' di tempo, risciacquare e ripetere il trattamento e, infine, risciacquare bene i capelli (per evitare l'effetto “Parfum de Pied”)

Un'ultima accortezza: se avete appena finito di radervi e l'aceto raggiunge il viso anche in questo caso avvertirete l'effetto “bruciatura”, ma non dovete preoccuparvi, passa tutto con un po' d'acqua. Anche se avete delle ferite (non aperte) al cuoio capelluto avvertirete lo stesso effetto. Ma, secondo un medico interpellato, non c'è assolutamente da preoccuparsi: tutto naturale.

Sto pubblicando questo resoconto forse un po' in anticipo. Avrei voluto completare i miei studi alla fine di ottobre e cioè dopo il ricambio dei capelli, per considerare gli effetti di questo trattamento.
Chi vuole provarci a testare il sistema, può farlo senza alcun problema. L'importante è che prenda appunti sul materiale utilizzato, la frequenza, il metodo adottato e gli effetti ottenuti.
Dopo aver preso appunti su tutto, se vuole, può comunicarmeli ed io provvederò a stilare un elenco delle vostre esperienze e pubblicarla in questo blog.

Grazie per avermi letto.