Debito Pubblico Italiano

mercoledì 16 aprile 2014

2014: lo stato dell'arte del meridionalismo

(Attenzione: contiene una buona dose di parolacce)

Il mio professore di diritto delle superiori (marpione) era solito raccontare un ritornello: " Le donne si dividono in due categorie quelle impure e le altre, invece, pure". Naturalmente lo raccontava sorridendo e alludendo al doppio senso che ne scaturiva. Colgo questo piccolo spunto per una riflessione un po' più ampia. In particolare mi riferisco alla "necessità" delle persone di etichettarsi in un ambito piuttosto che in un altro, avendo come risultato l'aver creato ciò che prima non c'era.

Il "bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto" è un criterio che avvelena l'esistenza di coloro che si pongono il problema. E questo criterio genera, normalmente, discussioni, dibattiti, azioni, reazioni, sconvolgimenti, frustazioni, pentimenti, tutti elementi negativi che agevolano chi, invece, se ne strafotte e vive alle spalle della gente che si pone il problema.

Nei "malfamati" ambienti meridionalisti spesso (anche troppo spesso n.d.r.) si passa il tempo a cogliere le virgole, i punti, le frasi non dette, gli sguardi mancati, e ad ogni evento si genera un discussione che coglie tutti di sorpresa. Si coglie il disagio di gruppi di meridionalisti che sono pronti a scendere alle armi contro l'altro gruppo di meridionalisti. E intanto i bastardi del sistema (mi riferisco ai politici di turno, ai magistrati di Brescia, agli onorevoli "porci" di Roma (mi scuso con gli animali) continuano a prendersi gioco di noi aumentando le tasse, riducendo i servizi, favorendo le banche, favorendo i poteri occulti. Nel frattempo lasciamo i nostri figli a marcire tra un giochino sulla playstation e il "grande fratello" in televisione.

Ma siete sicuri che sia questa la soluzione?

Avete capito con chi abbiamo a che fare? Con gente crudele, con inetti con la pistola in mano, con emeriti coglioni messi ai posti di comando che si fottono milioni di euro per non far un cazzo e rovinare la gente, chi lavora, chi suda ogni giorno per mandare avanti la propria azienda, il proprio sogni, per mandare a scuola i propri figli, per aiutare gli anziani ammalati.

Invece i meridionalisti si soffermano a guardare l'accento sul "né" se è acuto o grave (vi ricordate Amedeo?) facendone una colpa assoluta. Ci si sofferma ad esaminare la forma ortografica della frase che denuncia le morti della Terra dei Fuochi. Ci si sofferma a considerare se un militante meridionalista prima era di destra o di sinistra. Ci si sofferma a considerare se alla manifestazione abbiamo portato la bandiera rossa o la bandiera nera.....e i porci pasciono

Mi dispiace ragazzi, così non va! Non ci siamo proprio.

Quando ho deciso di prendermi l'onere di una delegazione di Insorgenza a Bari, l'ho fatto nella piena coscienza che sarebbe stato un enorme problema da affrontare, vista la situazione della mia famiglia. Anche se abbiamo riunioni settimanali di un paio di ore, mi sento colpevole di togliere quel tempo alla mia famiglia, ma lo devo fare. Sono colpevole di non averlo fatto prima, magari cinque anni fa, quando ero più libero. Adesso ho la piena coscienza di quello che faccio e non voglio tirarmi indietro per nessun motivo. Sono pronto a subire tutte le conseguenze delle mie scelte, anche le più catastrofiche, ma ritengo che un uomo non possa passare tutta la vita a nascondersi cercando di essere un altro. Deve affermare quella che è la sua personalità e confrontarsi con gli altri senza maschere. Senza mezzi termini.

Una volta decisa la meta tutti i mezzi sono validi per raggiungerla e se qualcuno trova scuse o impedimenti è solo perché non ha le palle per andare avanti. La cosa che dico sempre ai miei amici: "non segnalatemi problemi, segnalatemi le vostre soluzioni ai problemi che ci sono e insieme li risolviamo".

Smettetela di venirmi a rompere le scatole con azioni clamorose da compiere nottetempo mettendo a serio pericolo la propria vita. Sono finiti quei tempi. Adesso bisogna azionare il cervello (statisticamente i più dotti ne usano solo il 10%). I nostri cari e vecchi briganti hanno perso la loro battaglia perché hanno preferito usare il cuore, mentre quei bastardi di piemontesi usavano armi sofisticate, mosse strategiche, leggi ad hoc, aizzavano la popolazione, provocavano sommosse. Tutto questo con l'intelligenza, usando il cervello. Sicuramente tra loro c'era chi era d'accordo e chi meno, chi era sulle palle e chi era simpatico, chi parlava bene e chi balbettava. Ma loro hanno vinto e questo è il punto da considerare.

Il panorama meridionalista sembra popolato di vecchie bizzoche pronte a prendersi per capelli per un posto in prima fila alla funzione della domenica. L'unica etica che si riconosce è quella dell'invidia, del sotterfugio, del doppio senso (come il professore di diritto).

Ma chi cazzo vi credete di essere? Non siete nessuno fino a quando non mi dimostrate di aver vinto una battaglia. Fino a quando non esalate l'ultimo respiro sotto la carica dei celerini. Con le vostre chiacchiere non riuscirete a convincermi. Non siete altro che la brutta fotocopia di quei quattro coglioni che ci fanno credere di fare politica e fanno i loro porci comodi alle spalle della gente.

Vi atteggiate a grandi uomini, ma non siete nemmeno "femminielli" di borgata. I grandi uomini, quelli veri, si sono sempre distinti per l'umiltà e non certo per come hanno usato il prossimo o come lo hanno denigrato. Raccogliete le vostre brutte figure e fatevi un falò col calore dell'esame di coscienza. Abbiate il coraggio di dire "ho sbagliato" e al mondo intero apparirete come dei nuovi profeti. Dimostrate di saper piangere e avrete tutte le porte aperte. Usate il cervello e vincerete tutte le battaglie fino alla vittoria finale.

Con le nostre armi (bandiere, volantini, magliette, putipù e triccheballache) non andiamo da nessuna parte, non si vince nessuna guerra. Dobbiamo imparare ad usare l'arma più letale del mondo: la lingua armata col cervello. Solo così possiamo convincere la gente e vincere il nostro eterno nemico.

Finiamola di dividerci in impuri e gli altri, invece, puri (manca la rima!) Siamo tutti figli ad una cagna, stiamo tutti nella cacca. O ci aiutiamo, siamo in grado di fare un piccolo passo indietro o non andiamo da nessuna parte.

giovedì 31 ottobre 2013

PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE LA REGIONE NON LO SVUOTI CON LA DEROGA PREVISTA

Mi hanno chiesto di pubblicarlo così com'è, ed io eseguo. Ma, sinceramente, non so quale valore possa avere cercare di contrastare un'amministrazione così cieca.
Buona lettura.

N. VENDOLA
PRESIDENTE REGIONE PUGLIA
A. BARBANENTE
Assessore  ASSETTO DEL TERRITORIO
QUINTA COMMISSIONE AMBIENTE
Consiglio Regionale

Il Nuovo PIANO PAESAGGISTICO  TERRITORIALE REGIONALE   è motivatamente   presentato dalla Regione  come strumento-modello di pianificazione territoriale , sia per essere il primo  approvato   d’ intesa con il governo nazionale, sia per  la nuova cultura che  lo caratterizza: la  tutela del territorio attraverso la sinergia tra  ben definiti vincoli  e l’incentivazione  di progetti e  azioni  virtuose,  promosse all’interno di una visione eco-sistemica,   dalla  molteplicità di fattori  interconnessi (territorio, salute, economia,cultura, etc.).
Tuttavia l’indiscutibile novità e validità del PPTR rischia di essere inficiata e svuotata nei fatti, dall’ art. 95 delle sue Norme di attuazione: esso ripropone, A FAVORE DI OPERE PUBBLICHE O DI PUBLICA UTILITA’, lo strumento della DEROGA  alle prescrizioni del tit.VI delle norme dei beni paesaggistici, purchè   in sede di autorizzazione paesaggistica tali opere  risultino compatibili  con gli obiettivi di qualità (art. 37) e non abbiano alternative.
L’art.95, nonostante tale  debole rimando e limite, contrasta con l’impianto contenutistico-strategico- normativo del Piano: lo vanifica e delegittima , rappresentando  un segnale ad eventuali interessati su possibili fragilità e impugnabilità dell’intero impianto ,  utili per metterlo in discussione o per rivendicare in sede giudiziaria  interessi privatistici;  favorisce l’elusione di strumenti di tutela e velocizza  iter autorizzativi.  Infine  la deroga prevista  è ad ampio raggio, sia a  favore  di opere pubbliche, sia di opere di pubblica utilità: queste, realizzate  da privati, perseguono analoghi interessi , ma  sono dichiarate  tali solo perché offrono servizi pubblici (in tale categoria possono rientrare gasdotti, case di riposo, supermercati,  strutture sportive , alberghiere, etc).
Infine l’istituto della  deroga non sembra legittimato dal Codice dei beni culturali (in cui non v’è  , che  norma dettagliatamente  la elaborazione dei Piani paesaggistici regionali.
E’ incomprensibile e contraddittorio che la sventurata prassi della  DEROGA AL PUTT, finora concessa spesso dalla Regione per diverse opere  ( es. superstrade, discariche, etc., di pubblica devastazione del territorio, proprio perché autorizzate in deroga ai vincoli del PUTT che lo  dovrebbe tutelare) ritorni anche come norma del  PPTR! E ciò ne inficia gravemente la sua novità ed efficacia nel perseguire gli obiettivi prefissi.
Su tali  negative ricadute  per la tutela ambientale ha argomentato  l’avv. T. Millefiori in un recente articolo su LEXAMBIENTE; è sollevato anche il problema  della possibile incostituzionalità della Deroga ( in ciò confortato da altri giuristi, tra cui anche l’ avv. P. Quinto).




In tale  lavoro si  richiama il giudizio del prof. S. Amorosino, per il quale i meccanismi derogatori con rozzezza eludono e degradano la disciplina paesaggistica  istituita dal Codice del paesaggio ( cfr.“La Corte costituzionale  tutela il paesaggio contro i tentativi elusivi delle regioni” in Riv. Giur.edile 2009); viene ricordato che la Deroga dell’art. 95, estesa anche ai beni regionali tutelati dallo stato (art. 136 del Codice b.c.).può produrre  un  probabile conflitto tra   esso e la regione: infatti la Corte Costituzionale   ha ribadito  che la omogeneità della  tutela del paesaggio sul territorio nazionale ,di competenza statale ,  esclude la discrezionalità delle norme regionali(sent.182-2006. 367-2007);  si ricorda infine la sentenza del  Consiglio di stato (sez. VI 220, 2013) in cui si rimarca  che le regioni, che  con la propria pianificazione dovrebbero rafforzare gli strumenti e gli obiettivi di salvaguardia del territorio, con la deroga  invece  attenuano, eludono,  forse  negano vincoli e autorizzazioni, anche derivanti dalla tutela statale, finalizzate alla Conservazione del paesaggio
La Regione può credibilmente imporre giusti vincoli ai cittadini, solo se anch’ essa li rispetta per le opere pubbliche e non favorisce , con la deroga, l’ elusione-violazione delle norme di tutela paesaggistica a favore di corposi interessi privatistica, per opere dichiarate di pubblica utilità…!
 PER QUESTO  RITENIAMO CHE  LA DEROGA  PREVISTA  DALL’ART. 95 DEVE ESSERE ABROGAT!; QUANTOMENO ESSA VA DRASTICAMENTE LIMITATA, RESTRINGENDOLA  A POCHE CATEGORIE  BEN DEFINITE DI  SOLE OPERE PUBBLICHE (ES. OSPEDALI, SCUOLE, FERROVIE), RAFFORZANDO IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE SPECIFICA E NON LIMITANDOLO AI DEBOLI DETTAMI DELL’ART. 37; DALLA DEROGA ESSA VANNO ESCLUSE LE OPERE  DI  “PUBBLICA UTILITA’”, MA ESPRESSIONE DI INTERESI PRIVATISTICI.
Lo richiede, l’onestà e la coerenza culturale ,  l’obiettivo dell’ efficace tutela ambientale, la credibilità pubblica del messaggio che il PPTR intende dare.

Distinti saluti

LECCE  OTTOBRE 2013


ACQUA BENE COMUNE Puglia,  Movimento  per la TUTELA DEGLI ULIVI E DEI PAESAGGI di Puglia, PEACELINK  Taranto.  Rete  Pugliese COMITATI BENI COMUNI, Lega Naz. DIRITTI ANIMALI, sez. regionale; Ass. BIOLOGI AMBIENTALISTI PUGLIESI;
NO AL CARBONE, Lista BRINDISI BENE COMUNE, SALUTE PUBBLICA – Brindisi;
Coord. Prov.  PARCO TERRA DELLE GRAVINE, WWF – Taranto;
 Ass. DOTTORI AGRARI E FORESTALI, CONF. ITAL. AGRICOLTORI, FORUM AMBIENTE E SALUTE, CITTADINANZATTIVA,  WWF- -  Lecce;
Mov. Per la GOVERNABILITA’ XII OTT. , Bari; SYSSTIA Laboratorio Progettazione sociale , Gravina di Puglia; NO TAP Melendugno; SOS COSTA SALENTO;  NO STATALE 275, Capo di leuca; Com. ANTINUCLEARE, Maruggio; IL GRILLAIO, Altamura;Coord. Civico TUTELA DEL TERRITORIO, Maglie; LIZZANOATTIVA; TERRA ROSSA, Mesagne;
Osservatori civici  salentini per la tutela ambiente- progetto UE “CHOEIRS”;
L.  MARCHETTI, già sottosegretaria ministero ambiente, univ. Foggia; D. FINIGUERRA, cofondatore  naz.di  “SALVIAMO IL PAESAGGIO”  e  di  “STOP CONSUMO DEL SUOLO”;
 A.COLOMBO, M. DI GIULIO, E. IMBRIANI, P. SANSO’, G. METAFUNE, univ. Salento; R. GUIDO, dir. “QUI SALENTO”

domenica 27 ottobre 2013

Malattie indotte e malattie reali: il diabete


115

Questo numero per un diabetico è un miraggio. E' il valore medio normale degli zuccheri nel sangue. E' una soglia che una persona normale trova nelle proprie analisi cliniche. Per un diabetico raggiungere questo soglia significa fare un sacco di sacrifici e introdurre  continuamente sostanze chimiche sotto forma di pillole, compresse, iniezioni, fialette, cerotti transdermici, ecc.



Valori medi della glicemia
  • NORMALITÀ A DIGIUNO  →  Glicemia  = 60-110 mg/dL
  • ALTERATA GLICEMIA A DIGIUNO  →  Glicemia  = 110-125 mg/dL
  • RIDOTTA TOLLERANZA GLICIDICA  →  Glicemia  = 140-200 mg/dL
  • DIABETE  →  Glicemia  ≥ 126 mg/dL

Stamattina sono stato da mio padre: 86 anni, diabetico da 40 anni, tracheostomizzato da 10 anni, sofferente di varie patologie, tra cui pressione alta e artrite reumatoide.
Quando mi ha visto la prima cosa che ha sussurrato quando sono arrivato è stato 115
Siamo riusciti a debellare questo problema dopo un mese di sperimentazione semplicemente modificando quello che mangiava. Ho sostituito la pasta acquistata nei normali negozi con una pasta ad alto contenuto di fibre e il latte di mucca con latte di mandorla.
Nell'ultima settimana non ha più assunto medicinali per il diabete, pur continuando a controllarsi tre volte al giorno il valore della glicemia.



Adesso lasciatemi sfogare

(attenzione ché contiene vocaboli osceni)


Per quale cazzo di recondito motivo ogni volta che siamo stati al controllo in ospedale, mai nessun deficiente (nel senso che deficita, è carente) di dottore gli ha mai spiegato che continuando ad alimentarsi con la normale pasta e il normale latte i livelli di glicemia sarebbero stati sempre alti e avrebbe sempre avuto bisogno di medicinali?
Perché continuano ad alimentare i diabetici ricoverati negli ospedali con pastine di merda fatte con grani "tossici"?
Il giuramento di Ippocrate è solo una presa per il culo?
Gli hanno solo raccontato la favoletta che il diabete è una malattia cronica e ormai non lo lascerà più, deve utilizzare farmaci per contrastarlo, deve controllare il peso, deve mangiare poco pane, deve mangiare più pesce e frutta. TUTTE STRONZATE.

indice glicemico

Mi permetto di ringraziare i tecnici dell'azienda Farine Loconte  per aver prima promesso e poi mantenuto l'impegno per questo miracolo. Mi auguro che tutti potranno beneficiare di questa possibilità. Tutta gente affetta da disturbi legati all'alimentazione
Buona visione a tutti del filmato che vi parla della nostra alimentazione

lunedì 8 luglio 2013

Resort eco-compatibili: in Europa a Nova Siri Marina (Mt) e Stoccolma



A Nova Siri primo resort ecocompatibile
NOVA SIRI MARINA - Nell'Italia dei paradossi, questa storia rappresenta una specie di record. Succede lo scorso 24 maggio, a Stoccolma: in una convention internazionale sulla bioarchitettura, applicata alle strutture turistiche, si tirano le somme del vecchio continente. Coi Paesi scandinavi a dare l'esempio, Germania in crescita, Olanda in flessione, Spagna indietro, Italia ai livelli della Tunisia. Salvo due casi, uno a Riva del Garda l'altro a Nova Siri. E vabbè, il Trentino è il Trentino. Ma Nova Siri, cos'ha fatto per meritare questa platea di architetti e green designer provenienti da mezzo mondo? Ha realizzato il primo vero eco resort del Paese, anzi visto che Spagna, Grecia, Turchia e Croazia fanno orecchi da mercante la struttura ai piedi della Sila (ma rigorosamente in Basilicata) potrebbe essere il primo eco resort del Mediterraneo.

Oltre a Stoccolma se ne parla ormai dappertutto, specie negli ambienti particolarmente sensibili al settore: ma il punto vero è che il Sira non si è fregiato di una "declinazione tanto per" - chi vuoi che venga a controllare se si tratta veramente di una struttura ecologica - ma è andato molto oltre i suoi stessi programmi. Al suo posto, soltanto lo scorso agosto, c'erano i resti di un decrepito camping. L'obiettivo della Soleado SrL (che fa parte della capofila Castroboleto SpA) era realizzare una struttura eco compatibile innanzi tutto con l'ambiente, quindi con le finanze e con la legislazione a disposizione.

E invece? «Invece abbiamo bruciato le tappe - spiega Nicola Rondinelli, amministratore unico Soleado SrL - realizzandolo in soli 11 mesi. Ma non conta in quanto tempo l'abbiamo realizzato, per noi importa come». Costo dell'opera 6,6 milioni di euro, di cui solo 1,5 sono soldi pubblici (messi a disposizione dall'Unione europea), il resto tutti soldi privati. «Ci siamo indebitati con le banche - aggiunge Rondinelli - abbiamo potuto farlo, visti i tempi che corrono, solo per la nostra reputazione e il nostro passato. Altrimenti». Altrimenti non si sarebbe all'inaugurazione, avvenuta lo scorso 8 giugno di fronte a una folla incredula "sul perché". Perché proprio qui? Perché così? Con la metà della spesa sostenuta dalla Soleado SrL, abbattendo un po' di pini (quasi nessuno di quelli che esistevano è stato spostato, anzi per come sono incastrate le unità abitative sembra che gli abbiamo chiesto ) e gettando cemento a perdita d'occhio, oggi al posto del Sira oggi ci sarebbe una struttura che tempo due anni avrebbe già riportato il saldo in attivo.

Invece il Sira attende a momenti la ceritificazione EcoLabel, che consente a strutture a impatto zero di fregiarsi di un circuito sociale di tutto rispetto. Quello del Nord Europa. «E' a loro che guardiamo con una certa attesa - argomenta Rondinelli - poiché sono quelli che, negli anni, hanno sviluppato una sensibilità all'argomento che noi italiani, sinceramente, non abbiamo». La copertura in pannelli fotovoltaici (realizzati dalla italo-tedesca Holzabau) del campo sportivo polivalente produce 90mila kw/h all'anno, rendendo la struttura energicamente indipendente. Tutte le unità abitative non conoscono l'offesa del cemento, a nessun livello: legno lamellare pretrattato, coibentato e decorato con vernici eco compatibili, le ha rese molto simili a casette di marzapane: quasi inoffensive rispetto al contesto (tant'è che i mobili al loro interno sono privi di formaldeide, l'essenza principale di tutti i mobili del mondo dall'Ikea in giù).

Nessuno spreco: l'aria condizionata viene spenta da una finestra aperta, sono dei sensori ad avvisare che lo spreco sarebbe inutile e dannoso per la natura. La concezione del verde, manco a dirlo, pensata a tavolino: solo macchia Mediterranea, in grado di crescere al sole potente di queste parti ma anche a ombreggiature piuttosto prolungate. Il Sira eco resort, progettato da Arkiron e Antonio Acito, doveva costare 9 milioni di euro: lo ribadiamo, nessun soldo pubblico. Il costo è stato limato a 6,6, in attesa di essere portato a 128 unità abitative complessive (alcune delle quali rigorosamente destinate a diversamente abili). Per i miracoli c'è tempo, se da Stoccolma si interessano a noi mentre in Italia si continua a costruire selvaggiamente. una ragione ci sarà. Un po' come succede per le macchine (a proposito, qui quelle di servizio sono rigorosamente elettriche!), che in Italia vengono ridisegnate una infinità di volte pensando che possano essere gli optional a fare la differenza e non la loro stessa consistenza (ovunque, nel mondo, si progettano auto a idrogeno o con pannelli fotovoltaici).

E per l'appunto alle macchine, va il nostro ultimo pensiero: alle ruote, prima vera scoperta dell'uomo dopo gli elementi naturali. Perché, se per qualsiasi ragione questo posso dovesse ricambiare ancora pelle negli futuri, non ci sarà bisogno di alcuna demolizione: basterà montare sotto queste casette di marzapane delle ruote (già predisposte), per portarle altrove o addirittura via. Naturalmente, a impatto zero.

di Davide GrittaniLa Gazzetta del Mezzogiorno - 06 Luglio 2013

mercoledì 13 febbraio 2013

La Costituzione delle Banane



La Costituzione oggi applicata in Italia è leggermente diversa da quella che viene riportata nei documenti ufficiali. Provo a descrivere la Costituzione effettivamente applicata.
Qui riporto la prima parte (principi fondamentali) della Costituzione oggi effettivamente applicata in Italia, la cosiddetta Costituzione materiale (nozione elaborata dal giurista Costantino Mortati).
Art. 1.
L’Italia è una dittatura tecnocratica (*), fondata sull’usura. La sovranità appartiene alle banche, che la esercitano nelle forme a loro più gradite.
Art. 2.
Il Sistema riconosce e garantisce solo gli interessi dovuti agli usurai, siano essi singoli o preferibilmente associati in forma di banche.
Il Sistema richiede ai comuni cittadini l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica verso le banche. Tali doveri comportano il pagamento di tasse crescenti nel tempo. Le tasse pagate allo Stato verranno da esso rigirate alle banche.
Art. 3.
I cittadini si organizzano in due caste: i cittadini comuni, per i quali si applica la legge, e i membri delle elite, per i quali la legge va opportunamente interpretata di volta in volta.
All’interno di ogni casta i cittadini possono essere ulteriormente differenziati di fronte alla legge, in base a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
È compito del Sistema rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, lasciando di fatto alcune libertà ai cittadini comuni, impediscono il pieno sviluppo della tecnocrazia delle banche.
Art. 4.
Il Sistema riconosce a tutte le banche il diritto a fare profitto strozzando i cittadini e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al profitto delle banche.
Art. 5.
Il Sistema schifa le autonomie locali, a meno che non siano utili alla dissoluzione dello Stato. Il decentramento amministrativo viene dissuaso tramite la leva finanziaria. Il principio del Sistema è che in prospettiva le autonomie devono sparire.
Art. 6.
Il Sistema non si preoccupa delle minoranze linguistiche, in effetti anche la lingua italiana verrà infine abbandonata a favore della lingua inglese, vera lingua del Sistema.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica cooperano nello strozzare i cittadini a favore delle banche, almeno fino a quando il Sistema deciderà di lasciarli in vita. Lo Stato e la Chiesa cattolica fingono di basarsi sui Patti Lateranensi per quanto riguarda i loro rapporti.
Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono uguali di fronte alla legge, ma una è più uguale delle altre, ed è laChiesa cattolica (vedi precedente art. 7).
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno per ora diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, ma è bene che facciano attenzione, in particolare quella islamica.
Art. 9.
Il Sistema disprezza la cultura, in quanto pericolosa per il potere, promuove la sostituzione di essa con spettacoli televisivi, preferibilmente di tipo “reality”. Scienza e tecnica sono invece apprezzate, purché siano finalizzate al profitto ed al miglior funzionamento del Sistema.
Il Sistema promuove la privatizzazione del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, in modo da farci profitto.
Art. 10.
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle necessità delle banche per quanto riguarda le relazioni internazionali. Nel caso ciò contrasti con qualche trattato internazionale, tale trattato verrà disconosciuto.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in base ai rapporti di forza tra l’Italia e loStato di provenienza dello straniero.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, verrà respinto indietro, preferibilmente in mare aperto. Nel caso riuscisse ad arrivare alla terraferma, verrà punito con la reclusione in campo di concentramento, seguita comunque dall’espulsione. Si possono tranquillamente estradare gli stranieri che manifestano opinioni politiche sgradite, incolpandoli di terrorismo.
Art. 11.
L’Italia rifiuta la parola “guerra” per indicare le sue offese alla libertà degli altri popoli e i suoi interventi armati per risolvere (o incancrenire) controversie internazionali: per indicare tali operazioni verranno usate nuove parole, per esempio “operazione di polizia internazionale”, “esportazione della democrazia”, “responsabilità di proteggere”, “difesa dei civili” e analoghe. È preferibile che il termine da usare per indicare gli interventi armati cambi ogni volta. L’Italia consente le limitazioni di sovranità utili a garantire un maggior profitto alle banche, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12.
Resta in vigore la bandiera tricolore italiana: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. Essa sarà utile a indicare i tipici prodotti locali anche dopo l’abolizione dello Stato italiano (**). Mantiene inoltre il suo significato di identificazione della squadra per la quale gli italiani devono tifare durante le manifestazioni sportive internazionali.
Note
* Nel seguito viene usata per semplicità la dizione “il Sistema” per indicare tale dittatura.
** Una bandiera più adeguata per l’Italia di oggi è qui all’inizio dell’articolo. Ma non è quella solitamente usata.


La Costituzione della Repubblica Italiana
Principi fondamentali
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art.7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. [3]
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.