Debito Pubblico Italiano

lunedì 8 ottobre 2012

Tarallini Pugliesi al gusto "NeoLiberista"



E' di stamattina, 8 ottobre 2012, del sequestro da parte delle forze di Polizia Forestale di un ingente quantitativo (si parla di circa 2700 chilogrammi) di tarallini pugliesi confezionati con farine per l'alimentazione animale (per cavalli, per intenderci).

Il nome dell'azienda in questione non è stato pubblicato. E' una vecchia storia: le forze dell'ordine non divulgano il nome dell'azienda sofisticatrice per motivi di ordine pubblico. A me la cosa fa sorridere, ad alcuni la cosa fa incazzare sul serio. Ma come? Avete scoperto che facevano tarallini pugliesi con farine non ammesse per l'alimentazione umana, miste a sterco di topi e insetti, e non denunciate il nome dell'azienda?
A questo punto abbiamo dato uno sguardo al video pubblicato da AntennaSud



Facile individuare il nome dell'azienda. Si tratta della Fiore di Puglia di Corato (BA)

L'azienda, nata con Antonio Fiore (padre dell'attuale amministratore incriminato Giuseppe Fiore), dopo una tradizione di lavoro e genuinità di prodotti etici, nel 1993, all'apice del successo, riesce ad entrare nella G.D.O. (Auchan, Autogrill e Carrefour...tanto per intenderci). Per poter mantenere i prezzi per la GDO è costretto a rivoluzionare tutta la produzione. Si passa così dai 60 dipendenti, dopo un rimaneggiamento delle linee di produzione (ad opera di uno staff venuto addirittura da Milano) a soli 15 dipendenti con un aumento vertiginoso della produzione. (15 per non avere sindacati tra i piedi in caso di licenziamento)
Tutta la storia (quasi tutta!!!!) potrete trovarla sul sito aziendale: http://www.fioredipugliaspa.it/it-IT/company/history.aspx
Naturalmente si parla dei 60 dipendenti fino al 1993....quello che accade dopo viene deliberatamente nascosto.

Adesso pongo la mia domanda: è possibile conciliare l'etica con il capitalismo neoliberista?
Non sono un comunista, non sono un fascista, non sono un democratico. Sono un uomo e come tale ho un cervello che cerco di far funzionare al meglio.
Prima di dedicare il nostro pensiero ad una forma di governo o di attività produttiva è nostro dovere considerare il rapporto di quello che facciamo con il futuro nostro e dei nostri figli.

venerdì 15 giugno 2012

5 buoni motivi per evitare i gelati convenzionali


INGREDIENTI GONFIATI CON L’ARIA
Proteine sintetiche ogm, additivi, aromi e coloranti di sintesi: per evitare tutto questo, meglio scegliere un buon gelato bio.In media, noi italiani mangiamo ogni anno 15 kg a testa di gelato e, per il 60%, lo scegliamo artigianale. Rispetto al passato, non mostriamo più di gradire i gusti artificiali, come l’azzurro e improbabile “puffo”. Vanno per la maggiore i sapori naturali, soprattutto a base di frutta, e quelli più insoliti, realizzati con latte di asina o bufala freschi di mungitura (come vengono proposti da certi agriturismi), o con i prodotti tipici, come il bergamotto di Calabria o l’Amarone (vino rosso veneto). E l’assortimento di certo non manca, visto che si possono superare i 600 gusti diversi.Purtroppo, dal punto di vista qualitativo non possiamo dire che le cose vanno così bene. Ecco 5 buoni motivi per gustarsi un buon gelato bio, o biodinamico, piuttosto di uno convenzionale, industriale o artigianale (sì, perché anche quello artigianale può riservare gelide sorprese). Se vi sembrano pochi, leggeteli attentamente e scoprirete che sono molto validi!
1- CONO AL PESCE
A partire da marzo 2010 i produttori industriali di gelato possono aggiungere ai loro prodotti la proteina ISP (ice structuring protein), isolata inizialmente in un merluzzo artico. La proteina serve a impedire al gelato disciogliersi facilmente, semplificandone così il trasporto – e agevolando pure il passeggio sotto il sole! Nei gelati viene usata una proteina sintetica ricreata in laboratorio a partire da lieviti di panetteria transgenici.Così ci ritroveremo con un gelato ogm che, a detta del produttore, conterrà però molti meno grassi. Ma ci ritroveremo anche con il rischio di allergie perché, come sappiamo, i lieviti sono degli allergeni. Consola sapere che per il momento questa proteina, già impiegata negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, non verrà usata in Italia. La sua presenza deve essere comunque dichiarata in etichetta.
2- QUANTA ARIA DESIDERA ?
I gelati industriali vengono preparati mesi prima del consumo, e spesso trasportati anche a lunghe distanze. Diventa perciò indispensabile trovare accorgimenti che li mantengano morbidi per un periodo prolungato, altrimenti con il tempo diventerebbero dei mattoncini ben poco gradevoli. Ecco perché durante la fase di congelamento si comincia a insufflare aria.l risultato? Un prodotto soffice e leggero, con una percentuale di aria che si aggira sul 100-130%. Insomma, come dire che da 5 chili di miscela base (acqua, grassi, zuccheri ecc.) si ottengono 10 litri di gelato. Conveniente – per chi lo produce.
3- MATERIE PRIME POCO VALIDE
Latte in polvere, grassi vegetali spesso idrogenati ma in ogni caso non certo estratti a freddo (verrebbe dichiarato a grandi lettere sulla confezione!), succhi di frutta, zuccheri: ecco gli ingredienti base di un gelato tipico, usurpatori dei più costosi ingredienti tradizionali – latte intero, panna, frutta.Ricordiamo che i grassi vegetali ottenuti con sostanze chimiche sono nocivi per l’organismo. Inoltre spesso dietro questa dicitura si nascondono l’olio di cocco o il grasso di palma, che sono entrambi saturi; quello di palma in particolare richiede, per la sua produzione, un alto tributo alle foreste tropicali.
4- AGGIUNTE A GOGO’
In netto contrasto con quanto avviene nel bio e nel biodinamico, i gelati industriali fanno uso di vari additivi e aromi di sintesi: sono questi ultimi, per esempio, a dare il gusto di frutta a un prodotto che di frutta ne ha vista ben poca. Non mancano poi stabilizzanti quali i polisorbati, gli esteri, gli acidi grassi, i mono e digliceridi degli acidi grassi (questi ultimi possono essere ricavati dal maiale).A questi si aggiungono i coloranti sintetici. Nel bio sono concessi solo coloranti naturali (come l’estratto di barbabietola per ravvivare lo sciroppo di amarene) e stabilizzanti ricavati da sostanze naturali come l’agar-agar, la farina di carrube o i semi di guar. L’emulsionante del gelato bio è la lecitina, utile per ottenere impasti voluminosi senza usare il tuorlo d’uovo.Ed ecco qualche numero relativo agli additivi: nel gelato convenzionale si possono usare 48 stabilizzatori diversi, contro i 12 del bio (e soltanto uno concesso nel biodinamico: la farina di semi di guar). Quanto agli emulsionanti, nel gelato convenzionale si può scegliere tra 19 tipi diversi, mentre nel bio è concessa soltanto la già citata lecitina.
5- I SEMILAVORATI
I gelati industriali vengono elaborati a partire da prodotti semilavorati, cioè miscele in polvere confezionate. Purtroppo, lo stesso vale per molti gelati artigianali, benché certamente non per tutti. Il vantaggio di queste miscele è che sono pronte all’uso, basta una rapida lavorazione per ottenere il gelato; l’inconveniente, è che contengono approssimativamente il 30% tra aromi, emulsionanti, correttori di acidità ecc. Insomma, di artigianale hanno decisamente ben poco.Scegliere un buon gelato.Arrivati a questo punto avremo ben compreso che cosa non comprare di certo. Ma in linea generale, come capire se abbiamo acquistato un gelato buono? Prima di tutto dalla consistenza. Se è spugnosa, può voler dire che il gelato contiene grassi di bassa qualità, degenerati per una cattiva conservazione. Il prodotto conservato male può anche contenere dei cristalli di ghiaccio. Da parte sua, il gelato che fatica a sciogliersi può avere tra gli ingredienti i grassi idrogenati.
TRA LE MATERIE PRIME CHE E’ MEGLIO EVITARE OLTRE A QUELLE GIA’ CITATE
ricordiamo lo sciroppo di mais, vietato nel biodinamico. Si tratta di un prodotto economico e con un alto potere dolcificante, ottenuto lasciando a lungo in immersione il mais in vasche piene di enzimi che possono essere ogm. Attenzione anche agli sciroppi di glucosio e fruttosio, pure questi derivati dal mais.La presenza di pezzetti di frutta fresca o secca è evidentemente indice di un buon prodotto. Infine, valutiamo il sapore. Se è stucchevole ci può essere troppo zucchero, usato magari per coprire il gusto di materie prime di scarsa qualità.Anche un gelato pesante da digerire non è l’ideale: probabilmente abbonda di grassi. O forse abbiamo esagerato noi con le dosi. Infatti anche queste vanno tenute d’occhio: non dimentichiamo che il gelato è un prodotto decisamente calorico. Ecco perché è bene orientarsi su sorbetti e gelati a base di yogurt o soia, a scapito soprattutto di semifreddi, cornetti e biscotti farciti.L’idea di pasteggiare con il gelato non è ottimale; meglio fare un pasto leggero e concludere con un gelatino di proporzioni modeste, comunque non troppo spesso.
IL FUTURO DEL GELATO ARTIGIANALE
Può essere interessante sapere che è stato depositato un progetto di legge per tutelare questo prodotto. Alcune proposte sono molto valide: per esempio si dà la possibilità di usare al posto dello zucchero (il saccarosio è sempre presente nei gelati perché ne facilita il congelamento), miele e sciroppo di acero; il gelato alla frutta, poi, dovrà contenere almeno il 15% di agrumi e il 30% di altra frutta. Sarà vietato insufflare aria compressa per aumentare il volume del prodotto; vietati anche ogm, grassi vegetali (con l’eccezione di quelli già presenti naturalmente in ingredienti come noci, avocado ecc.), aromi e coloranti di sintesi, edulcoranti artificiali. Purtroppo il disegno di legge non prevede l’impiego di latte di soia o di altre bevande vegetali.
di Giuliana Lomazzi
dal mensile “Terra Nuova” luglio/agosto 2010 nr 252
www.aamterranuova.it

sabato 9 giugno 2012

La Moneta Locale a Bitonto



Finalmente arriva il momento del primo incontro con la realtà economica locale per avviare l'esperienza della moneta locale (o popolare) a Bitonto,
Ci auguriamo che gli imprenditori (quelli più avveduti e corretti) riescano a cogliere questa opportunità di sviluppo. Del resto non ci rimettono nulla, dovranno solo capire il sistema.
Per i consumatori ci saranno solo benefici: ci si iscrive, si ricevono SCEC da spendere e si parte.
Chi non avrà lo SCEC, negozi e consumatori, saranno fuori dal giro e, pertanto, penalizzati. Ci spiace per loro, ma lo facciamo in maniera gratuita e disinteressata, se poi dobbiamo anche pregarli mi sembra assurdo.
Buone spese per tutti.

venerdì 11 maggio 2012

Non siamo delinquenti


Cassazione: i blogger non fanno stampa clandestina





Sentenza definitiva con assoluzione per Carlo Ruta: i blog non sono giornali e non hanno l'obbligo di registrarsi.


E' arrivata la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul caso di Carlo Ruta, condannato in primo e secondo grado per stampa clandestina e oggi assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste".
La III Sezione della Corte di Cassazione ha emesso una sentenza molto attesa e pone cosi fine a cinque anni di dibattiti sulla natura dei blog giornalistici e se devono essere obbligatoriamente registrati presso l'apposito registro delle testate editoriali, se non si vuole commettere il reato di stampa clandestina"Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000. La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero" (legge n. 47 del 1948).



Per la Cassazione i blog, anche di informazione, non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull'editoria e non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.
Dopo la lettura della sentenza, Carlo Ruta ha dichiarato: «Questa sentenza di Cassazione è degna della tradizione del nostro Paese, che ha dietro di sé una cultura giuridica di prim'ordine. Mi preme di ringraziare per prima cosa tutti coloro che hanno sostenuto fino all'esito conclusivo questa campagna di libertà. A loro il web deve davvero tanto. Sono passati oltre sette anni, e questa sentenza, determinante per il destino della comunicazione in rete, ripaga i sacrifici fatti e l'impegno di tutti. D'ora in poi possiamo dirci davvero più liberi».

L'avvocato Giuseppe Arnone, difensore di Carlo Ruta, ha commentato: «Oggi la Corte di Cassazione, accogliendo le mie argomentazioni, ha scritto una pagina storica in ordine ai valori della libertà di pensiero e d'informazione, anche in relazione ai nuovi strumenti di trasmissione del pensiero. Ancora una volta la massima Corte si è dimostrata ben più avanzata e liberale dei giudici di merito. Giustizia quindi è stata fatta nel modo più alto».


www.zeusnews.it

domenica 19 febbraio 2012

I "carnevali" che vorrei vedere

La Ruzzola di Pontelandolfo


La festività di Sant'Antonio Abate coincide con l'inizio del periodo del Carnevale. E come ogni anno a Pontelandolfo, in provincia di Benevento, si attende l'arrivo di questa data che da anche il via alle tante sfide dell'antico e tradizionale gioco della "Ruzzola del formaggio". In tutti i giorni del periodo carnevalesco, che quest'anno terminerà martedì 8 marzo, la piazza centrale e le strade di questo suggestivo borgo dell'Alto Sannio si animano di tanti pontelandolfesi che tengono in vita una tradizione secolare.
Il Comune e la Pro Loco di Pontelandolfo, in collaborazione con il Forum dei Giovani ed il locale gruppo folk 'Ri Ualanegli', ha predisposto un intenso cartellone di appuntamenti che animeranno tutti i week-end del periodo di Carnevale. Si parte domani sera, con il tradizionale falò dedicato a Sant'Antonio Abate intorno al quale ci consumeranno piatti tipici della cucina carnevalesca.
Tra le iniziative che animeranno i fine settimana spiccano rappresentazioni teatrali, sfilate di sbandieratori, cene in maschere, serate musicali e soprattutto l'appuntamento invernale di 'Storie di Uliveti & Pascoli'. L'iniziativa, che nasce in collaborazione con Slow Food Alto Tammaro e Benevento e con la delegazione sannita dell'Associazione Italiana Sommelier, si prefigge l'obiettivo di promuovere l'ottimo olio extravergine di oliva prodotto dalla cultivar ortice ed il saporito formaggio pecorino locale.
Anche il torneo della Ruzzola è legato al formaggio, visto che consiste in prove di abilità e forza nel lanciare una forma di formaggio lungo le strade. Si tratta di un gioco con origini antichissime. Secondo alcuni questa pratica risale al 1300, quando in queste zone s’insediarono, fuggendo dalle pestilenze, intere popolazioni provenienti dalla Ciociaria al seguito di monaci benedettini. Altri vogliono che la ruzzola sia un ricordo della festa romana dedicata ad Ercole. C'è poi anche una versione prettamente pontelandolfese, che racconta di un barone e del suo bracciante, Pasquale, che per dirimere una controversia legata ad una scommessa, iniziarono il gioco: grazie all’abilità dei contendenti quella partita non è mai finita.
Il gioco consiste nel lancio di una forma di cacio (se ne utilizzeranno numerosissime nel corso di queste giornate) con uno spago, chiamato 'zagaglia', arrotolato tanto da girarvi tre volte intorno. Vince chi arriva al traguardo con un numero minore di lanci, con un percorso che prevede andata e ritorno. La posta in palio è il formaggio stesso.

http://www.pontelandolfonews.com/index.php?id=64


Palio del Viccio - Palo del Colle (BA)




Il Palio del Viccio, che in dialetto significa tacchino, si svolge ogni martedì grasso a Palo del Colle, borgo incastonato tra la Puglia e la Basilicata a 4 chilometri da Bitonto
Il Palio: si tratta di un'antica corsa tra cavalieri che rappresentano i quartieri del paese; per vincere il palio i cavalieri debbono conficcare una lancia in una piccola borsa piena d'acqua, sospesa a diversi metri d'altezza.
I cavalieri devono dimostrare di avere grande abilità per riuscire a colpire la borsa così in alto, tanto da dover cavalcare quasi in piedi.
Un tempo lo spettacolo era assai cruento, visto che al posto della borsa c'era un tacchino (viccio) vero e proprio, oggi è rimasta la bellezza della gara vera e propria, in cui i partecipanti dimostrano abilità e coraggio.
La sera, dopo il palio, continua la sagra vera e propria con menù a base di tacchino negli stand gastronomici in piazza, carri allegorici e gruppi mascherati, come nelle migliori tradizioni carnevalesche.


http://www.palodelcolle.net/new/


La Raviolata e Festival della Zampogna di Scapoli (IS)


L'ultima domenica di Carnevale a Scapoli si rinnova l'appuntamento con la Raviolata.
Il raviolo, piatto tipico locale di tradizione antichissima, viene riproposto ancora oggi secondo i dettami della cucina di un tempo.
Il ripieno, costituito da un impasto di bieta, carne di maiale macinata, salsiccia, uova e patate, è avvolto in una pasta sfoglia preparata rigorosamente a mano.
La raviolata si conclude al suono della zampogna e della Ddu Bbotte, che insieme a qualche buon bicchier di vino locale, infondono allegria e buonumore. Per tutti i buongustai un'appuntamento da non perdere!!!

http://www.bandierearancioni.it/comune/198
Carnevale di Castrovillari 


Allegro e divertente è il Carnevale di Castrovillari, tra i più antichi del Pollino e tra i dieci più importanti d'Italia.
La sfilata è animata da una grande varietà di maschere e carri allegorici, inoltre la manifestazione è arricchita dalla presenza del Festival Internazionale del folclore che porta a Castrovillari un notevole numero di gruppi folcloristici provenienti da tutta Italia e dall'estero.
Le tradizioni popolari omaggiate con il Festival del Foclore a Carnevale e, durante tutto l'anno, con altre diverse manifestazioni, fanno conoscere Castrovillari proprio come la “città del folclore”.
Il Carnevale è il momento in cui maggiormente vengono esaltate tali usi popolari e contadini, in cui sono protagonisti il ballo al ritmo del tamburello, il teatro vernacolare, la salsiccia prodotto tipico della zona.
Il programma dell'edizione del Carnevale di Castrovillari 2012:
Giovedi 16 Febbraio ore 18:00, Corteo di Re Carnevale. (Percorso: Canal Greco - Via Roma – P.zza Municipio)
Domenica 19 Febbraio ore 15:00, Sfilata dei Gruppi Mascherati (Percorso: Via Polisportivo – C.so Calabria – C.so Garibaldi – P.zza Municipio)
Martedi 21 Febbraio ore 15:00, Sfilata dei gruppi mascherati (Percorso: Via Polisportivo – C.so Calabria – C.so Garibaldi – P.zza Municipio)

http://www.calabriaonline.com/articoli/54%C2%B0-carnevale-di-castrovillari-da-oggi-a-marted%C3%AC-comanda-il-re-burlone_14017.htm



giovedì 9 febbraio 2012

Unità d'Italia: la storia non è uguale per tutti.

Nel 2007, ad Andria (BAT), un tribunale popolare giudicò la storia, avendo ascoltato i vincitori e i vinti.
Non voglio affidare questo video alla "corrente impetuosa dei social netword", ma preferisco memorizzarlo nel mio blog. A disposizione di chi c'era ad Andria nel 2007 e di chi vuol conoscere l'evento.


Unità D'Italia: La storia non è uguale per tutti... di VideoAndria

mercoledì 8 febbraio 2012

Menù di San Valentino dei DuoSiciliani



Consentitemi questa volta di pubblicare dei piccoli consigli a tutte quelle persone innamorate che, schivi da ogni perversione, vogliono soltanto vivere la loro umanità nel miglior modo possibile. Auguro pertanto a tutti coloro che si amano e si desiderano (le due cose devono essere necessariamente messe assieme, altrimenti non vale) di festeggiare nel migliore dei modi la loro giornata di San Valentino.
Tre piccoli, quanto importanti consigli per tutti:
- non esagerate con le porzioni: per un risultato ottimale della cena di San Valentino dovreste alzarvi dalla mensa con un leggero appetito latente che riempirete con le dovute "coccole".
- mangiate mooolto lentamente: vi soddisferete prima e meglio di ciò che mangiate ed eviterete i soliti gorgoglii e sfiati post-prandiali.
- scegliete il vino tra i migliaia di D.O.C. meridionali ed evitate accuratamente i soliti intrugli che ci propinano nei supermercati. Un buon vino "artigianale" e "locale" evita mal di testa, problemi corporei e aiuta a rallegrare al meglio la serata con il vostro partner.

Vi allego alcuni consigli gastronomici (e soprattutto ecologici, oltre che meridionalisti) per accompagnare degnamente la loro giornata di festa.
Tutte le ricette indicate sono per DUE persone. Trovate i link per le pietanze più difficili oppure trovate le ricette dopo il menù
Tartufo, zafferano, cipolla, noce moscata e, soprattutto, peperoncino sono tutte spezie altamente afrodisiache...mi raccomando!!

AVVERTENZA: tutti i piatti presentati possono essere mangiati a temperatura ambiente. Preparateli prima e mangiateli comodamente in due.

Antipasti:
-Frutti di mare: alici marinate (aglio e peperoncino)
-Bruschetta al tartufo (tartufo del Molise o di Calabria)
-Bruschetta con ‘Nduja Calabrese (peperoncino)

Primi piatti
-Pasta con ricotta, zafferano e zucchine
-Orecchiette con cime di rapa (acciughe, aglio, peperoncino)


Secondi Piatti:
-Cozze gratinate (peperoncino, aglio)
-Zuppa di pesce (peperoncino)

Contorni
-Puré di patate (noce moscata)
-Finocchi gratinati (peperoncino)
-Nidi di carciofi (trovate la ricetta dopo il menù)

Frutta:
Mele con cacao e cannella (cioccolato e cannella)
-Insalata di arance rosse Tarocco di Sicilia (peperoncino) (ricetta dopo il menù)




RICETTE

Orecchiette alle Cime di Rape
200 gr. di orecchiette
200-250 gr. di cime di rapa (parte edibile corrispondente a circa 2 chili di prodotto lordo) 
un cucchiaio di capperi 
uno spicchio di aglio 
un peperoncino 
5 filetti di acciughe 
olio extra vergine di oliva e sale quanto basta 




Innanzitutto, pulite e lavate per bene le cime di rapa. Scegliete le cime di ciascun ramo della pianta e le foglioline più piccole, evitate le infiorescenze gialle e le foglie ingiallite. La cima di rapa più ambita è la versione "Fasano" o "Minervino", ma in genere sono tutte buone. Lessate e tiratele via dalla pentola mettendole da parte e conservando l’acqua di cottura. Nella stessa acqua, mettete a cuocere le orecchiette. Nel frattempo, preparate il soffritto in una padella: riscaldate l’olio, non fatelo fumare. Quindi, versateci aglio, peperoncino, capperi e i filetti di acciughe. Quando ritenete di aver raggiunto una buona cottura, versate le cime di rapa e le orecchiette (che avete scolato dalla pentola) e saltate in padella. Se pensate che il risultato sia un po’ secco, aggiungete un pochino di acqua di cottura. Impiattate e mangiate


Pasta con ricotta, zafferano e zucchine
per 2 persone
150gr di pasta (io preferisco i paccheri)
2 cucchiai di ricotta fresca
1 bustina di zafferano
2 zucchine medie
1 cipolla bianca piccola
sale e olio e.v.o.
Partiamo dalle zucchine: lavatele, spuntatele e tagliatele a cubetti, Prendete una padella e fate imbiondire la cipolla tritata finemente; quando vedete che inizia a prendere un colore ambrato aggiungete le zucchine e fatele saltare per qualche minuto.
Nel frattempo, fate lessare la pasta. Una volta pronta, scolatela con acqua corrente fredda e mettetela in una terrina. Aggiungetevi la ricotta, la bustina dello zafferano e le zucchine, che intanto si saranno ammorbidite. Aggiustate di sale e, volendo, un pizzico di peperoncino in polvere ;-) e lasciate da una parte a riposare per un'oretta, affinché i sapori si mescolino per bene.


Nidi di carciofi
per 2 persone

4 carciofi
100 gr. di mozzarella tagliata a dadini 
2 filetti d'acciuga dissalati e tagliati in due
olio q. b.,
prezzemolo tritato
1 cucchiaio di pangrattato
pecorino grattugiato
sale e un pizzico di peperoncino in polvere



Togliere le foglie dure ai carciofi, tagliarli a 3/4, pareggiare i gambi (il rimanente dei gambi verrà cotto con i carciofi) e metterli in una terrina con acqua fredda acidulata con succo di limone. 
Riunire in una terrina la mozzarella, il formaggio grattugiato, il pangrattato, il prezzemolo, il sale ed il peperoncino in polvere. Lavorare con il cucchiaio fino a formare un composto omogeneo. Dopo aver lavato i carciofi sotto l'acqua corrente, sgocciolarli ed aprire le foglie al centro per mettervi il composto ottenuto e, sopra ad ognuno, poco filetto di acciuga. 
Adagiare i carciofi riempiti in una teglia e versare un po' di olio. Bagnare fino a metà carciofo con acqua fredda aggiungendo i gambi rimasti.
Coprire la teglia e metterla su fuoco moderato e cuocere per circa 1 ora. Passare, quindi, la teglia scoperta in forno a 180 gradi per 15 minuti. 
I carciofi così cucinati possono essere serviti sia caldi che freddi.







Insalata di arance rosse
2 arance rosse
succo di 1/2 limone
50 gr di olive nere
olio e.v.o. q. b.
sale a piacimento 


Sbucciare e tagliare le arance a rondelle non troppo spesse, emulsionare olio, limone e sale.

Disporre le arance su un piatto da portata, aggiungi le olive e versare sopra le arance il composto emulsionato.
p.s. se avete la fortuna di trovare arance biologiche vi consiglio di non sbucciarle, meglio se la buccia è sottile.


Mele cacao e cannella
2 mele 

1 cucchiaio di cacao 
2 cucchiai di marmellata di albicocche 
miele 
succo di un limone 
1 stecca di cannella

Lavate le mele e con l'apposito attrezzo privatele del torsolo (dovete lasciare la mela priva solo della parte centrale con i semi)

Riempitele le mele con mezza stecca di cannella, una spolverata di cacao, un cucchiaino di marmellata di albicocche. 
Spruzzatele, poi, con il limone unito al miele
Disponete le mele sulla placca da forno ricoperta da un foglio di carta da cucina e cuocetele per 20 minuti nel forno già caldo a 220 gradi.